Sono nato nel gennaio dell’80 da
babbo e mamma.
Come tutti ho iniziato a disegnare da piccolo, usando pastelli dell’asilo;
poi ho proseguito da solo coi i pennarelli che mi regalavano i grandi. Gli
adulti credono che i pennarelli siano un bel dono per un bambino, e anche un
bambino lo crede, tant’è che si immagina di poter disegnare qualunque cosa
con essi. In realtà con 12, 24 o 36 colori non vai molto distante. La mia
fortuna è stata di abbandonare i pennarelli molto presto e di concentrare le
mie aspettative sulla matita.
La grafite ha il vantaggio di riportarti alla base del disegno e soprattutto,
se accompagnata dalla gomma, ti permette di sbagliare e di tentare mille e
mille volte. Per molti anni essa è stata il mio unico strumento di disegno,
e ancora oggi mi è indispensabile per iniziare qualunque tavola, compresa
quella che si conclude a colpi di mouse. Di solito alla matita tradizionale
prediligo i portamine 0.3 e 0.5, sia perché perdo facilmente temperini e
taglierini, sia perché gia da bambino mi piaceva disegnare in piccolo, con
tratti sottilissimi.
Ancora oggi molti lavori li faccio stare tranquillamente dentro un A4.
Dopo l’iniziale parentesi puerile, il mio rapporto col colore ricomincia in
tempi relativamente recenti, con le prime tavole su commissione. Soprattutto
la collaborazione ai progetti dello Studio Mistral mi ha aperto nuovi
orizzonti e mi ha permesso di dare una storia al mio disegno.
Lo Studio nasce infatti con l’intenzione di produrre animazione di qualità,
che preservi la componente autoriale all’interno del percorso produttivo.
L’ambiente è ideale per sperimentare. Una animazione di questo tipo offre
spazi al pennello, al disegno digitale, al pantone, a matite e pastelli e
consente alle diverse tecniche di fondersi in un continuum armonico.
Di recente, il mio rapporto col cartone animato è proseguiti oltre ai
familiari confini dello Studio Mistral: nel 2007 ho partecipato alla
realizzazione degli studi di ambiente della serie animata Huntik, prodotta
da Rainbow e Rai.
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